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 CODICE DI DIRITTO CANONICO - Versione in elaborazione

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Franciscus_bergoglio
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MessageSujet: CODICE DI DIRITTO CANONICO - Versione in elaborazione   Jeu 15 Jan 2015 - 11:09

Il Diritto Canonico della Santa Chiesa Aristotelica e Romana

Noi, Cardinali della Santissima Chiesa Aristotelica, Universale e Romana, riuniti nella Curia per la grazia del Creatore e di SS il Papa Eugenio V,

adottiamo il contenuto del corpo delle norme del Diritto Canonico



Libro Preliminare

*0.1Il Dogma Aristotelico

0.2 Il calendario Aristotelico

*0.3 Le Condizioni


Libro 1: I sacramenti

1.1 La Confessione. [in attesa di codificazione].[/size] Leggere quello che viene previsto nel Messale Italiano

*1.2 Il battesimo

*1.3 Il matrimonio

1.4 Ordinazione ed elevazione al sacerdozio. Leggere quello che viene previsto nel Messale Italiano

1.5 Funerali. Leggere quello che viene previsto nel Messale Italiano


Libro 2: La Chiesa secolare

*2.1 Preambolo 

*2.2 Gerarchia diocesana vescovile  con Appendice (Parte vecchia)

*Parte I : Delle generalità e delle competenze

*Parte II : Dei Tribunali Episcopali

*Parte IV : Del Tribunale Straordinario dell'Inquisizione

*Parte VI : Della Procedura


Libro 5 : Le istituzioni romane : Curia e Congregazioni

*5.0 Il governo supremo della Santa Sede (allegato temporaneo : divisione territoriale della Chiesa)

5.1 Il Santo Uffizio romano

5.2 La Santa Inquisizione

5.3 Le Sante Armate
5.3 bis Le Sante Armate
5.3 ter Le Sante Armate
5.3 quater Le Sante Armate

Libro 6 : le altre chiese aristoteliche[/b]

6.1 Le Chiese Aristoteliche Autonome




HRP a écrit:


*Oltre al ruolo di autorità dei cardinali, il loro ruolo è anche quello di garantire la moderazione del forum.
Alcune osservazioni fatte dai giocatori sono inaccettabili e devono essere moderate.
La clausola è una clausola aggiunta HRP, che vieta su questo forum ogni intervento IRL proselitismo, scandaloso e discriminatorio.

*Per evitare confusione, fare attenzione a non mescolare le RP e HRP in un testo. Specificare le parole con i tag [PR] o [HRP]

Diffondete la parola.


Le disposizioni di cui sopra hanno effetto immediato,

Ad majorem Dei gloriam.

[b]Fatto a Roma il ventiduesimo giorno del mese di agosto del mille quattrocento cinquanta cinque







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Franciscus_bergoglio
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MessageSujet: LIBRO PRELIMINARE - 0.1 IL DOGMA ARISTOTELICO   Jeu 15 Jan 2015 - 12:14

De Ecclesiae Dei fondis
Bulle pontificale «Principi della Chiesa di Dio ».


Preambolo: il dogma della Santa Chiesa Aristotelica, Romana e Universale, e gli statuti che governano i suoi membri.

Parte I: Dottrina e Fondamenti della Chiesa di Dio. 

Sezione A : Generalità

Articolo 1: La Chiesa è la Sola, Unica e Legittima Istituzione dell’Onnipotente. 

Articolo 2:La Chiesa è la Sola detentrice della Verità Divina e della Vera Fede. E' costituita dall'azione divina ed è l'organo attraverso il quale la volontà dell'Onnipotente si esprime sulla Terra e sulla comunità dei credenti; essa trascende le leggi e le verità temporali.

Articolo 3: La Chiesa Aristotelica prende il nome dal profeta Aristotele, che fu il primo a rivelare la verità divina. Essa venne istituita da Christos.

Articolo 4: In quanto istituzione spirituale, universale e divina, la sua missione è diffondere l’aristotelismo ai popoli e alle nazioni nell'ottica di guidarli sul sentiero che conduce al Paradiso Solare.

Articolo 5: Non c'è nessun altro profeta se non Aristotele e Christos. La simbiosi della loro rivelazione costituisce il messaggio divino, perfetto e immutabile. Il loro messaggio è complementare ed indispensabile per la comprensione degli altri e della fede aristotelica.

Articolo 6:Il dogma della Chiesa Aristotelica si basa su testi e formano le basi delle credenze inalienabili e necessarie(1)

NB: Si intende per "libri di testo" quelli contenuti nel Libro delle Virtù, cosi come i testi dottrinali e gli scritti dei Santi.

Articolo 8: Il libro della Virtù riunisce i libri del Mito Aristotelico, la Vitae di Aristotele e Christos così come quelle degli Arcangeli. Si tratta di testi sacri e costituisce la base della Religione Aristotelica. Essi hanno valore dogmatico.

Articolo 9: Le Dottrine della Chiesa Aristotelica formano la cornice della fede aristotelica. Emanate dai teologi e dottori della Chiesa, esse hanno valore dogmatico.

Articolo 10: Gli scritti dei santi forniscono un quadro delle dottrine della Chiesa Aristotelica. Questi sono gli insegnamenti dei nostri predecessori che hanno vissuto le virtù aristoteliche in modo eroico nella fede e nella sempre maggiore intimità con Dio. Essi sono la viva Tradizione e costantemente rinnovata chiesa, rilevando i misteri sacri rivelati dai profeti.

Articolo 11: Il Libro delle Agiografie costituisce un codice di biografie storiche dei santi che intendeva utilizzare nella costruzione spirituale e sociale del mondo attuale con l'esempio di molti, testimoniato dal modo eroico nella loro fede e le loro virtù al loro tempo.

Articolo 12: Ogni essere umano è figlio di Dio, nessuna segregazione basata su altri criteri che: la fede, la virtù e il merito, deve avere luogo in seno alla chiesa Aristotelica.

Articolo 13: Una eterodossia è un'azione contraria ai Dogmi Aristotelici, alle dottrine decretate ed al Diritto Canonico della Santa Chiesa, portante pregiudizio alla comunità dei credenti ed alla Santa Istituzione di Dio, tramite l'induzione in errore dei figli dell'Altissimo. 

Articolo 14: Le eterodossie sono di quattro tipi: eresia, scisma, paganesimo ed ateismo.

Articolo 15: Le eterodossie sono perseguite dalla Santa Inquisizione nei limiti che gli sono devoluti e assegnati.

Articolo 16:La Chiesa Aristotelica distingue tra due tipi differenti di incarichi, stati e le azioni dei suoi membri. Queste differenti nature possono essere In Gratebus (nelle grazie) o Res Parendo (cose che appaiono).


    - Articolo 16 bis: la natura In Gratebus comprende le cose che esistono per la grazia del Creatore. L'abbreviazione corretta utilizzata nel diritto canonico è IG- L'articolo 16 ter: La natura Res Parendo include cose che esistono di per sé pur conseguentemente la Creazione. L'abbreviazione corretta utilizzata nel diritto canonico è RP.



(1) Il libro delle Virtù disponibile presso la Biblioteca romana non è completo perché è una traduzione. Il testo originale è conservato negli archivi segreti di Roma, i teologi del Santo Uffizio sono al lavoro per terminare la sua traduzione.

Sezione B : della Santità, beatificazione e canonizzazione 

Articolo 17:un Beato è un defunto aristotelico beatificato dalla Santa Chiesa in relazione alla sua vita passata, esemplare, virtuosa, degna di esempio sociale e spirituale per la comunità aristotelica.


    - Articolo 17 bis: Le norme e le procedure che portano alla beatificazione sono inclusi nel Diritto Canonico nella Congregazione del Santo Uffizio.



Articolo 18: Un santo è un Beato canonizzato dalla Santa Chiesa in relazione alla sua vita passata, più esemplare, più virtuosa rispetto a quella del Beato, e degna di esempio sociale e spirituale per la comunità aristotelica.


    - Articolo 18 bis: Le norme e le procedure che portano alla canonizzazione sono inclusi nel Diritto Canonico della Congregazione del Santo Uffizio.



Sezione C : dei fondatori, i padri ed i dottori della Chiesa 

Articolo 19: I Padri della Chiesa sono i fondatori della Chiesa aristotelica nella sua origine e al rinnovamento della fede sotto i pontificati del Santissimo Padre Nicolas V e Eugene V.

Articolo 20: I Dottori della Chiesa sono eminenti teologi e canonisti che hanno prodotto o lavorato su testi dottrinali, dogmatici o canonici d’importanza universale.

Sezione D : Dei miracoli

Articolo 21: Il quatrittico causale:
La causa materiale = un'avvenimento straordinario unicamente imputabile all'intervento divino senza possibilità che sia dovuto ad un intervento umano o naturale
La causa efficiente = esso è rapportato da testimoni degli di fiducia
La causa formale = inchiesta approndita effettuata in maniera congiunta dall'ufficio Saint Theodule ed il Santo Offizio, con parere emesso dal cenacolo del Santo-Offizio.
La causa finale = il miracolo è costatato dalla Santa Curia.

Articolo 22: Ogni miracolo supposto deve essere riportato da un fedele o un chierico.

Articolo 23: Un'inchiesta rigorosa sarà tenuta dai teologi dell'ufficio San Théodule ed i teologi del cenacolo del Santo Ufficio. Questa cadrà sulla raccolta di testimonianze circostanziate, sulla moralità dei testimoni, sulla veracità dei fatti. Le date, luoghi e gli avvenimenti saranno registrati negli minimi dettagli. 

Articolo 24: Solo in seguito all'inchiesta, il cenacolo del Santo Uffizio depone un parere favorevole o sfavorevole in quanto alla veracità del miracolo daccanto alla Santa Curia

Articolo 25: Il cenacolo del Santo Uffizio e l'ufficio San Théodule definiscono se ci sia stata o meno intercessione di un santo vicino all'Altissimo nella manifestazione di questo miracolo.

Articolo 26: La Santa Curia è la sola abilitata a riconoscere il miracolo come tale.

N.B.: Nel caso di un'invalidazione, un annuncio sarà pubblicato stipulante le ragioni che hanno condotto il Curia a considerare che non si trattava di un miracolo. Nel caso di una convalida, un annuncio sarà pubblicato dal Curia che chiarisce il miracolo, i suoi effetti e le sue conseguenze. 



Testo canonico sui Principi della Chiesa di Dio
Dato e approvato a Roma dal Sacro Collegio durante il pontificato del Santo Padre Innocenzo VIII il ventiquattresimo del mese di settembre, il lunedì, dell'anno di grazia MCDLX.

Prima Pubblicazione dal defunto Sua Eminenza Jeandalf l'undici di febbraio, Domenica dell'anno MCDLV; rivisto, ristampato e sigillato da Sua Eminenza Aaron de Nagan, Cardinale Camerlengo, il tredicesimo giorno del mese di aprile, Lunedi di Pasqua, nell'anno di grazia MCDLVII, rivisto, modificato, sigillato e pubblicato nuovamente da Sua Eminenza Tibere de Plantagenet, Cardinale Camerlengo, il ventisettesimo giorno del mese di novembre, l'anno di grazia MCDLVII . Ultima pubblicazione e revisione in data per il Sua Eminenza Aaron di Nagan, cardinale ed arcicancelliere della Santa Sede.

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Dernière édition par Franciscus_bergoglio le Jeu 15 Jan 2015 - 12:17, édité 2 fois
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MessageSujet: Re: CODICE DI DIRITTO CANONICO - Versione in elaborazione   Jeu 15 Jan 2015 - 12:15

La storia universale è determinata in rapporto a un’era e a uno stile di riferimento.
La curia si è resa conto che mancava di uniformità e ha deciso di prendere il Calendario Aristotelico come riferimento definitivo per 
tutti i testi aristotelici.
Tutti gli archivi ufficiali della Chiesa Aristotelica e Romana dovranno dunque basarsi su questo calendario.
La data di riferimento per il cambio dell’anno viene ereditata dal calendario giuliano ed è quindi il 1. Gennaio.

Il prossimo 1. Gennaio saremo dunque al 1. Gennaio dell’anno 1455 
dell’era aristotelica, o più precisamente de “L’era Aristotelica del 
Rinnovamento della Fede”.

Il calendario aristotelico è diviso in dodici mesi, raggruppati in quattro trimestri:

1° trimestre (90 o 91 giorni)
Gennaio, 31 giorni
Febbraio, 28 o 29 giorni
Marzo, 31 giorni

La curia decide ogni anno se Febbraio consta di 28 o 29 giorni.

I nostri astrologi non vogliono divulgare le formule che permetterebbero agli eretici di approfittare del nostro sapere ispirato direttamente dal Creatore.

2° trimestre (91 giorni)
Aprile, 30 giorni
Maggio, 31 giorni
Giugno, 30 giorni

3° trimestre (92 giorni)
Luglio, 31 giorni
Agosto, 31 giorni
Settembre, 30 giorni

4° trimestre (92 giorni)
Ottobre, 31 giorni
Novembre, 30 giorni
Dicembre, 31 giorni

Un periodo di sette giorni forma una settimana. I giorni di una settimana hanno ciascuno un nome: in italiano, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica.

L’era utilizzata dal calendario aristotelico è l’era aristotelica, ovvero “anno di Dio dalla nascita del suo secondo profeta Jeshua Christos” (in latino: Anno Dei ab secundi fatidici Sui orto Jeshua Christos, locuzione ancora utilizzata in inglese e spesso annotata dopo l’anno nella forma abbreviata AD (anno di Dio), e altrimenti indicata in italiano come “anno di Grazia” o “anno del Creatore”). Lo zero allora non era ancora conosciuto, quindi non vi è un anno 0: i secoli e i millenni cominciano con l’anno 1, con numeri di tipo ordinale. Dunque, il XI secolo e il secondo millennio cominciano con il 1° Gennaio 1001.


Ripartizione della storia dell’umanità


1. Preistoria (cfr. Creazione e Preistoria): dalla creazione dell’universo alla caduta di Oanilonia.

2. L’antichità (cfr. Preistoria, vita di Aristotele e di Christos): dalla caduta di Oanilonia alla fondazione della Chiesa Aristotelica da parte di Christos.

3. L’era Aristotelica della fondazione: dalla fondazione della Chiesa Aristotelica da parte di Christos fino all’anno 1452.

4. L’era Aristotelica del Rinnovamento della Fede a partire dall’anno 1452.

Per i periodi Preistoria e Antichità la datazione si conta in senso inverso, a partire dall’anno 1 avanti Christos, designazione spesso 
abbreviata in italiano con a.C.: l’anno 1 a.C.

Questa suddivisione e la scelta della datazione sono ormai imposte per tutti gli atti legati alla Chiesa Aristotelica a partire dal 1° Gennaio 1455. A partire da quel giorno, quindi, noi saremo legati cronologicamente al calendario aristotelico.


Fatto a Roma il 12 Dicembre dell’anno 1454 dell’era aristotelica del Rinnovamento della Fede.

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MessageSujet: Re: CODICE DI DIRITTO CANONICO - Versione in elaborazione   Jeu 15 Jan 2015 - 12:23

De Ecclesiae Dei fondis 
Bolla pontificale "Principi della Chiesa di Dio".
 
-Segue-


Preambolo:. Il Dogma della Santa Chiesa Aristotelica, Universale e Romana, e gli statuti che governano i suoi membri 

Parte II: Gli Status dei membri della comunità aristotelica
.

Articolo 1: Per la Santa Chiesa Aristotelica e Romana, ogni essere umano ha uno status. Egli può essere credente, fedele, prete o eterodosso. 

Articolo 2: Il credente è una persona non battezzata che condivide la fede aristotelica, crede in un solo Dio e riconosce la Chiesa di Roma come l'unica istituzione dell'Onnipotente. 

- articolo 2,bis: Un Credente ha diritto a ricevere il sacramento del battesimo, se le sue azioni e i suoi pensieri sono in conformità con i precetti e le dottrine stabilite dalla Santa Chiesa Aristotelica, rispettando le regole canoniche applicabili a questo sacramento.


Articolo 3:Il fedele è un credente che ha ricevuto il sacramento del battesimo e integrato a livello comunitario dai fedeli della Chiesa Aristotelica. 

- Articolo 3bis: Il Fedele ha il diritto di ricevere i sacramenti della confessione, del matrimonio, dell'ordinazione e del funerale se le sue azioni, i suoi pensieri e le sue condizioni sono conformi alle regole canoniche e dottrinali emanate nei sacramenti.


Articolo 4:Il Sacerdote è un fedele che ha ricevuto il sacramento dell'ordinazione. 

- Articolo 4bis: Il Sacerdote ha diritto di ricevere i sacramenti della confessione e del funerale se le sue azioni, i suoi pensieri e le sue condizioni sono in linea con le regole dottrinale e canoniche promulgate in ambito sacramentale.






Articolo 5: L’Eterodosso è una persona che si trova al di fuori della comunità dei credenti, sia perché è colpito da una sentenza canonica, sia perché non condivide la fede e la credenza aristotelica in un solo Dio o non riconosce la Chiesa di Roma come unica istituzione dell’Onnipotente, sia perché è fedele di un'altra cultura. 

NB :. Per la natura dei vari eterodossi, vedere gli articoli della prima parte (Dottrina e fondamenta della Chiesa di Dio), del preambolo. 

Articolo 6:Gli status di fedele e sacerdote possono essere modificati o sospesi da una sanzione disciplinare di ordine canonico. 



Testo canonico sui Principi della Chiesa di Dio 
Dato a Roma, e approvato dal Sacro Collegio durante il pontificato del Santo Padre Eugenio V il ventunesimo giorno del mese di aprile, Martedì, nell'anno di grazia MCDLVII.
 

Prima Pubblicazione dal defunto Sua Eminenza Jeandalf l'undici febbraio, Domenica dell'anno MCDLV; rivisto, ristampato e sigillato da Sua Eminenza Aaron de Nagan, Cardinale Camerlengo, il ventunesimo giorno del mese aprile, Martedì, dall'anno della nostra MCDLVII.

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